I materiali nel progetto artistico
IL PREMIO VALCELLINA
Il Premio Valcellina, organizzato ogni due anni
dall'Associazione Le Arti Tessili, è tra i più prestigiosi eventi e concorsi
internazionali nel settore della fiber art contemporanea. Si tratta di uno degli
appuntamenti più importanti per l’Associazione, che, da oltre vent’anni, opera
in Friuli Venezia Giulia promuovendo la cultura dell’arte tessile,
l’utilizzo e l’interpretazione della fibra attraverso modalità tradizionali e
contemporanee. Il Premio si rivolge a giovani artisti dando a loro, e al
pubblico, un’importante opportunità di confronto e di dibattito e conferendo la
possibilità di intrecciare nuovi dialoghi e collaborazioni. Le sette edizioni
del Premio (l’ottava avrà luogo nella primavera del 2012) hanno permesso
all’Associazione, grazie alle donazioni dei partecipanti, di costituire una
ricca collezione che comprende una cinquantina di opere, testimonianze insigni
degli accorsi cambiamenti di gusto, di tecniche e di approccio nel campo
artistico in generale e nello specifico in quello della fiber art. Quest’ultima,
infatti, rappresenta oggi una delle più prolifiche strade perseguite dagli
artisti grazie alle versatili e molteplici potenzialità che presenta, alla
manualità e matericità che mette in gioco, grazie al forte legame con i costumi,
con le tradizioni e con il corpo stesso che instaura.
Premio Valcellina 2001
Secondo Premio
Alessandra Ruo
Italia,
1974
Batavia, ossi di seppia, filo di lino grezzo, tecnica
personale, 95x15x8 cm.
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Finemente tessuti insieme, gli ossi di seppia sono i protagonisti del
lavoro e tradiscono la terra d’origine dell’artista: Vieste. L’opera
evoca, nel titolo e nella struttura, la nave olandese diretta a Giacarta,
città un tempo chiamata Batavia, che nel 1628 affondò e che divenne famosa
per l’ammutinamento e il massacro dei sopravvissuti. L’artista assembla
questi scheletri, naufraghi macerati e costuditi dall’acqua, dando loro
una nuova vita, sebbene corrosa nel tempo, come il grande poeta Montale ha
rivelato, dalle vicende alterne e tragiche della
vita. |
Premio Valcellina 2003
Secondo
Premio
Yeasun Shin
Corea del
Sud_1973
Eutrophication – Eutrofizzazione, 2003, capelli
artificiali, filo di ferro, macchina semovente interattiva, tessitura,
80x150x104 cm.
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- Il termine ‘eutrofizzazione’ viene comunemente utilizzato per
indicare l'eccessivo accrescimento di organismi vegetali causato dalla
presenza in un ecosistema di troppe sostanze nutritive; tale processo
porta al deperimento. L’opera, che sembra riprodurre un animale o
un abito, rimanda quindi a tematiche ecologiche e stimola riflessioni
sull’insostenibile e incontrollato abuso degli ambienti naturali da
parte dell’essere umano; lo spettatore stesso interagisce con l’opera
innescandone il moto e perpetuando una metafora di
degrado.
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Premio Valcellina 2005
Eva Hulubíková
Repubblica
Slovacca_1979
Fat trash bin – Un grasso bidone della
spazzatura, 2005, imbottitura di gommapiuma, maglia di cotone, tintura, stampa e
cucitura (video), 60x50x40 cm.
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L’artista, costruendo quest’inconsueto bidone, riflette sulle
emergenze della contemporaneità e sulle contraddizioni che la
sostanziano; il cestino simboleggia, infatti, binomi antitetici quali la
povertà e la prosperità, la fame e l’obesità, il monopolio capitalistico
e lo sfruttamento. Il problema dell’eccesso di rifiuti, inoltre, sembra
provocatoriamente risolto con l’innovativa struttura ‘flessibile’ del
bidone, che solo illusoriamente può contenere di più e che invece
appare, così come la terra, sovraccarico di scarti, di
scorie. |
Premio Valcellina 2007
Terzo Premio
Deepa Panchamia
Regno
Unito_1981
Syksy, 2007, crinolina di nylon, organza di
seta metallizzata, piegatura, manipolazione del tessuto, 40x70x40 cm.
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- Syksy in suomi significa autunno: durante una residenza in
Finlandia, Panchamia ha realizzato una serie di opere ispirate ai
paesaggi invernali nordici, alle atmosfere rarefatte, leggere e
silenziose che li connaturano. L’artista esplora così i concetti di
spazio e di dimensione, di superficie e di struttura, confrontandosi con
il tessile in un’accezione architettonica e scultorea inusuale, piegando
tessuti e trame all’esigenza personale di esplorare ciò che la
circonda per ridisegnarlo attraverso lievi ed evocative
installazioni.
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Premio Valcellina 2009
Terzo Premio
Kaylyn Gerenz
USA_1987
Everyday She-woolf – La lupa di ogni giorno, 2009, lana,
filo di ferro, feltro, feltro ad ago, maglia, 51x35,5x61 cm.
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- Con questa maschera ferina, l’altro volto dell’essere femminile,
l’artista recupera l’istintualità e la capacità visionaria propria della
donna, caratteristiche perdutesi in secoli di cultura repressiva e
soffocante che ha relegato la donna a un ruolo subalterno
addomesticandola. Una sintesi di archetipi femminili sono evidenti
nell’opera: la forza potentissima, la creatività passionale, il sapere
ancestrale della donna - paragonabile alla lupa selvaggia, ma al
contempo materna - si impongono al nostro sguardo e nel nostro
immaginario.
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Premio
Valcellina 2009
POLONIA
Agnieszka Swierniak
Polonia_1986
Untitled – Senza
titolo, 2008, inchiostro, agrospeed (tessile di rinforzo), colla, tecnica
personale, 150x150 cm.
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- L’artista sperimenta l’effetto dei pigmenti fluidi, colorati, su
innovativi prodotti tessili, materiali che vengono utilizzati anche nel
campo ingegneristico. Le forme che si realizzano sulla tela risultano
‘organiche’, assomigliano a sezioni di cellule o piante, ma risultano
rarefatte e liquide, dinamiche nel loro lieve sovrapporsi e fondersi.
L’artista riesce a utilizzare materiali inconsueti per realizzare, con
un segno originale, un lavoro dalla forte valenza
pittorica.
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